Sono sempre felice quando trovo un libro (ebook in questo caso) di un piccolo editore che mi soddisfa e mi sorprende. E questo è il caso, ancora più felice se l’editore in questione è quello con cui ho firmato un contratto :D
Ho fatto un ordine qualche giorno fa su bookrepublic con lo sconto primo acquisto e mi sono portata via un po’ di ebook a prezzi bassissimi e senza quei maledetti DRM che ti blindano manco fossero documenti confidenziali della CIA -.-
Comunque il libricino in questione è Sixta pixta rixa xista, più un racconto lungo che un romanzo, di Elena Vesnaver.
Qui trovate la scheda ufficiale.
Bellissima la grafica della copertina, che anche quella vuole la sua parte, e che già introduce alle atmosfere che permeeranno il racconto.
La trama:
Sixta pixta rixa xista è un’antica formula per scacciare le streghe. Streghe reali, antiche, nostrane. Ambientato nel Friuli del 1647 e ispirato a fatti realmente accaduti, il romanzo racconta di Luzie, che come sua nonna, comunica con la natura; del pericoloso incontro con un inquisitore; di un amore. Autentico, feroce, poetico e impossibile. Fatto di piccoli gesti, sguardi cenni e un solo, unico bacio.
Subito sono stata colpita dallo stile, uno stile maturo, pulito, coinvolgente. E poi sono finita inghiottita dall’atmosfera che mi ha trasportato in quell’inverno del 1647, un mondo vivo quasi da poterlo toccare.
Protagonista assoluto di questa storia l’amore disperato, proibito, insensato che porta alla rovina. E no non è uno stucchevole romance, tranquilli. E’ una storia che parla di streghe e cacciatori di streghe e preti e inquisitori, giustizia sommaria e condanne, il tanto temuto rogo delle streghe. E un gatto che rappresenta la libertà di chi è al di fuori di questo “gioco” perverso.
Luzie, la protagonista è una donna forte, libera, indipendente, non ha paura e segue le sue passioni e vive in un mondo in cui è una fuoricasta per via delle sue pratiche “magiche” che ha imparato dalla nonna, in cui tutti la rifuggono come strega (sputandole addosso la formula del titolo) ma poi di nascosto vanno a cercare i suoi servigi. La allontanano ma allo stesso tempo la amano, così come l’inquisitore, di cui Luzie si innamora perdutamente e cerca di ammaliarlo con i suoi sortilegi.
Ma l’amore è un qualcosa di incontrollabile e violento che porta alla distruzione.
Un cuore innamorato non riesce a sopportare gli scherzi, i sorrisi e le risate, un cuore innamorato non può accettare le strizzate d’occhio e i motti di spirito, un cuore innamorato preferisce l’odio, preferisce il male, il dolore, un cuore innamorato se lo squarti ti ringrazia e ti ama ancora di più. Ma un cuore innamorato non è buffo e le facezie lo possono far arrabbiare e diventare cattivo.
Insomma una lettura che mi ha catturato e sorpreso e mi ha commosso nel finale, un racconto da lucciconi agli occhi *_* lo consiglio a tutti, perché è breve e si legge in fretta e ne vale la pena. *_*
I miei complimenti a questa bravissima autrice. *_*
Tra tutti i supereroi americani, quello a cui sono più “affezionata” è Superman. Non per niente è anche il primo, tutti gli altri non sono che imitazioni ù_ù
Sono da sempre una fan delle identità segrete, ma non so perché sin da piccola sono sempre stata affetta dalla sindrome di Clark Kent, volevo mettermi gli occhiali per nascondere la mia identità XD giuro, avevo svariate paia di occhiali da sole di plastica a cui toglievo le lenti e mi piaceva indossarli e fingere di avere gli occhiali. Non so perché, probabilmente sono l’unica persona malata di mente che ha sempre desiderato portare gli occhiali anche se ho dieci decimi di vista XD
Comunque non sono una fan del fumetto americano (ho sempre preferito il tratto dei manga) e non ho seguito tutto quanto, fumetti serie TV ce ne sono state a tonnellate, alcune vecchissime, ma bene o male Superman è un personaggio che ormai è parte integrante del nostro immaginario collettivo.
Ad ogni modo ho amato Cristopher Reeve nei vecchi film e sono entrata in fissa per il telefilm del ’93-’97 “Lois & Clark, the new adventures of Superman”, lo adoravo e non mi perdevo una puntata (ero una ragazzina quando lo trasmettevano su Rai 3) e ora l’ho da poco riscoperto, procurandomi le puntate in lingua originale e me lo sto riguardando tutto di fila *___* che spettacolo *___* lo adoro *__* è leggero, divertente, avventuroso e c’è anche spazio per il lovvo *w* il rapporto Lois-Clark è sviluppato benissimo ed è quello che mi piace di più, soprattutto vedere un Superman molto umano e non solo un bambolotto di muscoli insomma ù_ù
E Dean Cain è stupendo *_* gli anche fatto un ritratto con la tavoletta grafica *w* (non è proprio uguale uguale XD ma sono abbastanza soddisfatta dell’effetto *w*)
The Man of Steel by ~Murasaki18 on deviantART
Custodisco gelosamente anche il DVD di Superman Returns, film carino anche se non così eccezionale, ho apprezzato Brendon Routh anche se forse sembrava un po’ troppo giovane rispetto ai suoi predecessori, invece non mi è piaciuta assolutamente l’attrice che fa Lois, brutta e antipatica, sfigura assolutamente di fronte alla splendida Teri Hatcher del telefilm ù_ù
Invece il telefilm sull’infanzia di Superman, Smallville, con Tom denti a castoro Welling, non mi va proprio giù, all’inizio era carino ma poi è diventato una specie di X-files dei poveri pieno di assurdità e mi è passata la voglia di gaurdarlo.
So che faranno un nuovo film quest’anno, non so ancora nulla del cast e ovviamente ho un sacco di aspettative *w* vedremo un po’ cosa ne verrà fuori.
Per ora continuo a guardarmi Lois & Clark, con gli occhi a cuoricino *__*
Teri è stupenda, Dean è dolcissimo, amo follementa Martha Kent, Jimmy Olsen lo trovo fastidioso e inutile invece XD resta comunque tra i miei telefilm preferiti. Non sarà un capolavoro, non sarà perfetto, ma sono quelle cose che emozionano e fa sempre piacere vedere e rivedere e rivedere…
Il terzo volume della mia saga Fantasy può finalmente dirsi concluso. Ho ultimato stamattina l’ultima revisione e aggiustato i dettagli che ancora mancavano o non quadravano del tutto.
Ovviamente non è già “pronto così” la strada che attende i Custodi temo che sarà parecchio lunga. Attualmente il primo volume è nelle mani dell’editor e ancora non so quando la nuova edizione sarà disponibile, ma attendo fiduciosa :D
Che il destino sia già scritto oppure no, questo è tutto da vedere e se mi permettete un’auto-citazione che non c’entra nulla e non vuol dire nulla al di fuori del contesto del romanzo, però fa tanto figHo:
“Non ci sono coincidenze nel disegno del destino, solo conseguenze”.
Dunque, ci sarà da attendere perché questo terzo volume veda la luce, ma nel frattempo lo concederò in lettura agli amici fidati, a chi avrà voglia di sprecare altro tempo dietro alla mia strampalata saga. Quindi chi vuole mi può contattare in privato o su FB, ma ecco non è una cosa che concedo a tutti ù_ù *fa la difficile*
Intanto ai più curiosi lascio un piccolo spoiler :D il disegno in versione chibi-deformed dei protagonisti di questo terzo libro *O* per chi vuole giocare a indovina chi XD
Chibi Custodi 3 by ~Murasaki18 on deviantART
Per ora non faccio anticipazioni sulla trama, ma presto o tardi compilerò la scheda sul sito ufficiale.
Lascio soltanto le note finali e un grazie a tutti quelli che mi hanno seguito fino a qui ^__^
Finalmente sono giunta al termine di questa avventura, una storia che è stata parte della mia vita per quindici lunghi e tumultuosi anni.
Quello che avevo da dire probabilmente l’avrò già detto nelle note degli altri libri, non mi resta altro che i doverosi ringraziamenti a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno incrociato la mia strada, a chi l’ha percorsa insieme a me, a chi se n’è andato e a chi invece è rimasto a farmi compagnia. Stavolta non farò nomi particolari. Solo sappiate che vi ringrazio anche solo per aver perso un istante della vostra vita per leggere qualcuna delle mie righe.
Il viaggio è stato lungo, a volte piacevole e a volte doloroso, ma di una cosa sono sicura, qualunque sarà il mio futuro d’ora in poi, in me resterà sempre una traccia indelebile di questa storia e dei suoi personaggi e sarà già un grande successo se qualcosa resterà anche a chi leggerà le avventure dei Custodi e si affezionerà un poco a loro.
Non ho molto altro da aggiungere se non lasciare un saluto e un addio al Mondo di Luce, perché sì, stavolta è stata davvero l’ultima.
Ma il sentiero non finisce e ci sono sempre nuove storie da scoprire.
Da qualche parte, in sospeso tra questo e l’altro mondo.
Tanja
Oggi mi sento particolarmente cinica e bastarda (cit. del mio ex) e quindi eccomi qui a scrivere uno dei miei simpaticissimi post lasciate-ogni-speranza-o-voi-che-entrate XD
Visto che è una cosa da cui tutti gli aspiranti scrittori prima o poi passano, vorrei parlare un po’ di questa famigerata selezione editoriale, una specie di giudizio supremo e inappellabile a cui devono sottoporsi tutti i miseri scribacchini con velleità di pubblicazione.
Sì perché lo sappiamo che la maggior parte di chi scrive poi aspira a pubblicare. Molte volte desidera disperatamente pubblicare, molte volte pubblicare è una specie di diritto inalienabile dell’uomo tanto che mi stupisco che non sia stato ancora inserito nella carta dei diritti umani un articolo che dica “L’uomo ha diritto di pubblicare il suo libro liberamente e gratuitamente a prescindere dai contenuti”. Ditelo che è il vostro più oscuro e morboso desiderio, non siate timidi e_e
E non importa se il libro fa schifo, se il suo target sono i minatori albini che vivono nel sottosuolo di Urano, il povero scrittore oppresso® farà ogni cosa possibile e immaginabile perché la sua opera venga data alle stampe. (Di carta! Il libro di carta! Mi raccomando! Che se pubblichi in ebook non è un vero libro e a me quelle cose tecnologggiche non mi piacciono, io voglio gli alberi morti *urla isteriche* coff…)
Ad ogni modo, se la casa editrice a cui vi rivolgete non è una CE da un tanto al chilo o non vi chiede soldi, dovrete passare inesorabilmente attraverso una selezione. E allora scoprirete che tra tutti i manoscritti inviati ogni giorno (e sono veramente taaaaaaanti) solo una piccolissima percentuale è pubblicabile.
No non basta spedire e autoproclamarsi genio per pubblicare un libro. E magari dopo 22 rifiuti uno potrebbe anche iniziare a farsi qualche domanda…
Ma come funziona la selezione editoriale?
Sinceramente?
Non ne ho la minima idea.
Perché certi editori fanno passare delle porcate immani con la scusa che vendono. Che poi seriamente, siamo sicuri che vendano? E poi magari scartano roba che non è scritta male ma non è abbastanza commerciale. O magari sono talmente oberati di manoscritti che tante robe neanche le leggono, e allora basta una sinossi fatta così così o un incipit non proprio brillante e via che si vola verso il macero (o il cestino se avete mandato via mail).
Tra gli aspiranti autori ci sono varie leggende metropolitane su queste cose, su come funzionano le selezioni e su quali sono i testi vincenti. La verità è che può saperlo solo chi in CE ci lavora.
Alcuni dicono che ciò che conta è la storia, che se la storia è avvincente, allo stile si rimedia con l’editing, insomma cose tipo “non so scrivere ma ho un’idea geniale” e “ci penserà l’editor” le ho sentite più spesso di quanto avrei voluto.
Altri più assennati dicono che se il libro non è scritto bene, buona grammatica e buono stile, non viene neppure preso in considerazione e gli strafalcioni grammaticali sono sinonimo di condanna a morte.
Io mi sono fatta una mia teoria, sulla base di ciò che ho visto e sentito (e letto) e ho notato un paio di cose, tipo che i piccoli editori sono molto di bocca buona e tendono ad accettare anche testi che non sono particolarmente brillanti, mentre le big, sinceramente e lo ribadisco, non ho la minima idea di quale assurdo criterio usino per selezionare un testo, contando anche che gli esordienti italiani che selezionano sono pochissimi, quindi penso che al 90% sia una pura questione di culo.
Io purtroppo sono miss sfiga 2012 quindi dubito che qualche big mi presterà mai attenzione XD
Il fatto è che a volte mi vengono dei dubbi atroci. Intendo dire che il gusto letterario, il valutare cosa sia buono e cosa no, va totalmente al di là della mia comprensione. Vedo autori bravissimi (pochi molto molto pochi) fare una faticaccia immane a farsi notare, pubblicare con CE microscopiche quando riescono, mentre poi quando c’è una qualche selezione un po’ seria passa della gente che – secondo il mio modesto misero e insignificante parere – scrive di merda. E non parlo di contenuti ma proprio del modo di scrivere.
Gente che se la tira manco fosse il novello Shakespeare e poi vai a leggere i loro blog o i loro racconti pubblicati nel web e fanno pena. Sono ingenui, dallo stile traballante, o verbosi, eccessivamente aulici, insomma ridicoli. Eppure passano le selezioni.
E certe volte ti domandi, com’è possibile che abbiano preso certa roba schifosa e io invece sia stata scartata? E ti dici cacchio si vede che faccio proprio schifo e il mio metro di giudizio è guasto, non c’è altra spiegazione.
Quindi, ecco, forse non sono la persona più adatta a dare dei consigli in questo ambito, ma se siete arrivati fin qui, all’alba delle quasi 800 parole, ecco qualche suggerimento per affrontare una selezione editoriale:
- Rileggete fino alla nausea quello che avete scritto. Ma soprattutto lasciatelo riposare un po’, lasciate che passi il tempo sufficiente a farvelo dimenticare e rileggetelo come se fosse una cosa nuova che non avete mai letto prima. Probabilmente vi renderete meglio conto di quanto fa schifo quello che avete scritto, soprattutto se nel frattempo avete letto dei veri libri scritti bene (ma anche qui, tutto è relativo, cos’è scritto bene e cos’è scritto male? Oggi ho letto un incipit di uno scrittore famosissimo che sinceramente mi ha ricordato una roba che avevo scritto a 16 anni e abbandonato perché troppo stupida. Un incipit che gridava cliché da ottanta metri e che mi avrebbe fatto buttare il libro dalla finestra se l’avessi avuto in mano, tanto che mi viene da chiedermi se non sia io ad avere una percezione distorta della letteratura, cosa alquanto probabile).
- Selezionate con attenzione le CE o gli agenti o quel che è a cui spedite i vostri testi. Non mandate a casaccio per poi lamentarvi a posteriori che il contratto non vi garba, o che vi chiedono soldi, o che l’editing fa pena o che non fanno distribuzione ecc. Basta guardare sul loro sito, cercare sul web le testimonianze (farvi un giro sul Writer’s Dream), oppure – orrore sacrilegio! – comprare uno dei loro libri per farvi un’idea di come lavorano. Il rischio è quello che la CE a cui mandate seguendo questi consigli sia “troppo buona” per voi e non vi consideri, ma meglio una porta in faccia che una pubblicazione facile in un catalogo imbarazzante. (Non è vero, molti autori accetterebbero di pubblicare per la Satana Edizioni pur di vedere il loro libro su una copertina, magari al fianco delle memorabili imprese di Erode – scusate le metafore Cristiane ma con le divinità celtiche non mi veniva in mente nulla XD).
- Armatevi di pazienza. I tempi di risposta delle CE sono lunghi, alcuni moooooolto lunghi. Se vi rispondono in tempi brevi di solito chiedono soldi e quindi è meglio girare al largo (ovvio ci sono le eccezioni, ma sono alquanto rare). Sto parlando di mesi, molti mesi, troppi mesi. Se vi va bene avrete una risposta dopo due tre mesi, se no dovrete aspettarne sei o otto. E sapete qual è la cosa più bella e divertente? Che alcuni (molti) non rispondono in caso di esito negativo e vi lasciano lì ad attendere forever and ever.
- Scaglionate gli invii. Mandate prima alle CE più grandi, a quelle che vi piacciono di più, a quelle che sono i vostri sogni proibiti. Poi aspettate qualche mese, quindi passate alle CE medie. Aspettate ancora un po’ e se ancora non avete avuto risposta, allora passate alle CE “sono disperato per una pubblicazione”, se proprio ci tenete tanto tanto a pubblicare. Lo so che avete fretta, lo so che volete tutto e subito, ma ci vuole pazienza pazienza e pazienza.
Un’ultima parola la dedico ai contratti orrore trappola raccapriccio.
Nel caso foste così fortunati da passare una selezione, dovrete leggere attentamente il contratto che vi viene sottoposto, potreste avere brutte sorprese.
Se vi chiedono il vostro primogenito e un’oncia di sangue, ecco magari, pensateci su un attimo prima di firmare. Non entro troppo nei dettagli perché sta a ognuno decidere quali condizioni accettare e quali no, ma dico solo una cosa: se vi chiedono soldi, non ne vale mai la pena.
Credetemi.
Concludo con un’ultima mia riflessione personale, nonché richiesta preghiera rivolta agli editori in ascolto.
Vi prego vi supplico e vi scongiuro. Sarebbe tutto molto più facile pratico e veloce se invece di una laconica pagina con un indirizzo email, oppure una pagina in cui dite “per inviare i vostri manoscritti rispettate le norme tipografiche e leggete il catalogo”, siate un tantinino più specifici, in modo da evitare i tanti e troppi invii inutili e di far perdere tempo a noi e a voi. Mi spiego meglio.
Sul vostro dannato e inutile sito, che lo sapete che gli autori vengono per sapere dove e come spedire la roba, che vi costa mettere una dannata pagina in cui spiegate chiaramente e inequivocabilmente CHE TIPO DI TESTI STATE CERCANDO?
Perché dobbiamo essere noi a leggervi nel pensiero? Perché non potete dire chiaramente: in questo periodo cerchiamo i tal romanzi del tal genere quindi evitate di mandarci roba che non c’entra nulla?
Perché no cari editori, dal vostro catalogo non si capisce un cazzo. Se avete duecento collane che si chiamano le fenici, i fenicotteri azzurri e i voli pindarici, a meno di non comprare una copia di ogni libro di ogni collana non si capisce che cavolo di genere pubblicate. (chi ha detto “quarta di copertina”? AHAHAHA)
È ovvio che, come ho detto prima, conoscere l’editore è importante, ma se un editore è grande e pubblica tanta roba, come si fa a sapere cosa sta cercando in quel momento?
Fate delle selezioni mirate, fate dei mini-concorsi a tema, date delle indicazioni, qualcosa, e che cavolo!
Perché non esiste che poi vi lamentiate se vi arriva roba non richiesta o che non possiate rispondere perché siete oberati di manoscritti. Lo so i coglioni ci sono sempre e ci sarà sempre l’idiota di turno che manderà una raccolta di poesie a chi pubblica thriller, ma accidenti, veniteci un po’ incontro.
*si ricompone*
E anche questa puntata nel magnifico e meraviglioso mondo degli aspiranti scrittori può dirsi conclusa.
*torna a dondolare in un angolo*
La fine.
Di questo parlerà il post di oggi. No, niente cose macabre, solo una fine metaforica.
La fine di quel romanzo breve super segreto che stavo scrivendo. Un romanzo breve che da un certo punto di vista è quasi un racconto lungo, forse perché pensavo che sarebbe venuto più lungo XD
Però dopo un discreto numero di mesi che non scrivevo niente degno di nota che superasse le 30 pagine, lo considero un bel traguardo. Se conto che l’ultima cosa veramente lunga che ho scritto è stato il terzo volume dei Custodi e avevo davvero tanto bisogno di portare a termine qualcosa di nuovo.
Non posso dire altro sulla trama o sul genere (a parte che è una cosa un po’ disturbata xD) perché come anticipato voglio usare uno pseudonimo e non avrebbe molto senso poi andare a rivelare dettagli qui XD anche se ancora non so quale sarà il suo destino. Di sicuro lo lascio riposare un po’, magari un paio di settimane, prima di riprenderlo in mano per una rilettura/revisione più seria e poi deciderò se mandarlo da qualche parte, per poi sedermi paziente ad attendere risposte che non arriveranno mai XD
Per il momento l’ho dato in mano al mio beta-reader (che è l’opinione che attendo e tempo di più XD) che è uno dei pochi a conoscenza della cosa. Sì, mi piace sta atmosfera da segreto di stato XD e no, non risponderò a nessuna domanda inerente al testo o richieste di lettura che mi possano pervenire (lo so che non ha senso, ma ancora state a cercare un senso in quello che faccio?
E a proposito di cose senza senso, ecco un’altra cosa che è arrivata alla fine, ossia la mia collaborazione con Writer’s Dream. Siccome la cosa è dettata unicamente da ragioni personali e molto private, anche in questo caso non farò commenti e non risponderò a domande di sorta. Chiarisco solo che anche se esternamente non ero più nello staff del forum da diversi mesi (e quindi ero già con un piede fuori dalla porta) in realtà collaboravo ancora a molte delle attività collegate. Ora invece questa collaborazione è finita. Sono tornata una “freelance” anche se più che altro in questo periodo ho intenzione di fare una cosa sola: scrivere.
Ho appena finito questo lavoretto breve, ma non voglio certo fermarmi qui, voglio gettare le basi per un romanzo più “serio” (serio secondo il mio concetto di serietà, che non coincide con quello dell’universo mondo XD) e i prossimi mesi saranno dedicati unicamente a quello (più ovvio qualche altro lavoro saltuario che dovesse capitarmi o che fosse già stato programmato).
Bene, dunque scommetto che il lettore occasionale che passa per il blog a questo punto sarà soddisfattissimo di tutte queste non-informazioni che ha ricevuto.
[sarcasmo]Per Brigit, questo blog diventa di giorno in giorno sempre più utile *O* [/sarcasmo]
Ok mi avete scoperto, sto facendo pratica per farmi assumere dalla CIA ù_ù
Saluti misteriosi e top secret a tutti :D
Sto andando avanti a scrivere e sono tanto felice *____*
E la cosa che mi rende più felice è scrivere una cosa che mi piace, nel modo che più mi piace, senza dovermi fare mille paranoie per quello che ne penseranno gli altri.
Cioè, quelle me le farò, ma non adesso, adesso scrivo per puro perverso piacere *v*
Per il momento non voglio pensare alle seghe mentali dei soliti che vogliono la precisione documentaristica e il realismo puro e completo in un qualcosa che è pura fiction. Vuol dire finzione, vuol dire irreale, vuol dire prendersi delle libertà, vuol dire scrivere cose che nel mondo vero barboso noioso di tutti i giorni non sarebbero possibili.
Se devo stare ad attenermi alla barbosa reltà anche quando scrivo una storia di fantasia, tutto il divertimento va a farsi benedire, tutto lo scopo va a farsi benedire. Licenze artistiche, signori, la libertà di inventarsi un luogo o una situazione che sia plausibile anche se non è realmente così che funziona nel mondo vero.
Non sto dicendo di inventare di sana pianta o di infarcire i testi di incongruenze o di non documentarsi, tutt’altro, documentarsi è una cosa fondamentale, ma non è tutto, non è il fatto di essere realistici a dare valore a un testo, è quello che il testo comunica la cosa importane, le emozioni che trasmette.
E vuol dire costruire un’ambientazione plausibile (non reale, ma plausibile), dei personaggi credibili (non logici e razionali, ma credibili, il che vuol dire che possono anche essere dei superfighi perfettini oppure dei completi imbecilli, sono esseri umani e gli esseri umani possono anche fare cose stupide come andare a vedere chi ha bussato alla porta alle tre di notte. E’ questo che fa andare avanti la fiction. Se uno sente un rumore e se ne torna a letto, qual è il punto di tutto quanto? Dov’è il divertiemento?) e una storia che appassioni pagina dopo pagina anche se è piena di cose folli.
Pensateci la prossima volta che in piena notte sentirete un rumore sinistro.
Volete la vostra piatta e banale realtà, o volete essere irrazionali e vivere l’avventura?
Mi sa che vado in “ritiro” per un po’.
Sto scrivendo una cosa, una cosa strana, fuori di testa e probabilmente insensata dato che è basata su un sogno.
Solo che la vedo come una cosa tanto particolare che non posso metterci il mio nome sopra. Sempre nell’eventualità che io riesca a finirla e piazzarla da qualche parte.
Nel momento in cui la sto scrivendo so già che appartiene a qualcun altro, e questo qualcun altro ha già un nome e quasi un’identità propria, quindi quando la finirò – se la finirò (perché non voglio portarmi sfiga da sola e so già che quando inizio a parlare di qualcosa poi succede sempre che mi rovino con le mie mani e infatti non dirò nulla, tanto che quasi nessuno sa esattamente cosa sto scrivendo in questo momento) – apparterrà a questa nuova identità a me un po’ aliena, ma allo stesso tempo familiare. Lo so sto delirando come al solito.
Questo per dire che sì forse parlerò ancora di questa cosa ma non potrò dire il suo nome, né di cosa parla, né altro. Solo che è fuori di testa e che quasi nessuno saprà che è mia.
Perché lo faccio?
Non lo so, forse solo per proteggere il mio nome. Forse per paura delle reazioni dei lettori, chissà.
Comunque se vi capiterà di leggere una cosa strana e folle, scritta da un tizio strano e folle…
Ecco, non sono io.
*torna a immergersi nel delirio assoluto*
Ah già dimenticavo, stavo dicendo che mi ritiro per un po’ quindi è facile che non mi si vedrà molto sul webz, non vi preoccupate, sto solo scrivendo :P
Sì, accendiamola.
Avevo già scritto un post sull’argomento tempo fa, nel vecchio blog che ora ho cancellato, in cui elencavo i motivi per cui avevo intenzione di chiudere i miei vari siti portali ecc. ecc.
Era febbraio, io stavo male fisicamente e mentalmente e la cosa può essere sembrata una decisione affrettata. Be’ ora siamo ad aprile io sto un po’ meglio, non del tutto, e la decisione non è cambiata di una virgola, a dimostrazione che paradossalmente è quando sono più debilitata e instabile ed emotivamente a pezzi, che ragiono in modo più razionale. Si vede che quando sono di buonumore sono più sognatrice e tendo a pensare troppo in grande XD
Faccio un breve riassunto per vecchi e nuovi, visto che sembrava ieri l’inizio dell’anno e ora siamo quasi a metà e il tempo passa che uno manco se ne accorge.
Il vecchio ebookingdom ormai è scomparso, il dominio scaduto, ciao ciao.
Murasaki books seguirà la stessa sorte verso la fine dell’anno, affiderò quel poco che resta a Bookaholic e al Writer’s Dream se ci sarà qualcosa che vale la pena di salvare.
I motivi di questa scelta si possono tutti ricondurre a uno solo: il gioco non vale la candela.
Sono stanca. Il feedback è desolante. Preferisco concentrare le mie energie nello studio e nel miglioramento e in qualche progetto di scrittura serio.
Vi risparmio lo sfogo sbrocc sul mondo degli esordienti, che tanto ne ho già prodotti un discreto numero XD
Insomma morale della favola, lascerò scadere i domini attuali e il mio portafogli ringrazierà sentitamente.
Probabilmente lascerò scadere anche questo (tantoefantasy.com) e ripartirò da zero.
Ancora non ho deciso cosa farò di preciso, se creerò un sito ufficiale oppure no e mi limiterò a vagare libera e felice per il webz, ma penso che almeno una landing page con tutti i miei scritti la dovrò tenere, vedremo anche sulla base di come andrà la mia avventura editoriale.
Giustamente qualcuno mi ha fatto notare che se continuo a fare cambiamenti e spostamenti poi chi mi vuole seguire si sente sperso.
Però i miei amici sanno dove trovarmi, e se sparisco è perché voglio sparire. E poi cosa ci sarebbe da seguire? Non mi sono ancora fatta un nome a cui valga la pena stare dietro, sono solo una tizia che ha un blog dove ogni tanto scrive delle cose di cui spesso non è convinta manco lei, tanto che cambia idea una volta sì e sette no. Insomma non ci vedo molto da seguire XD
Ma chi vorrà starmi dietro, un modo lo trova e io sono una donna misteriosa :D
Aspetto e spero in una nuova edizione di questo libro (una dove magari qualcuno corregga almeno i refusi e impagini un po’ meglio, devo dire), comunque mi sono letta il libro di Laura Schirru, aka Lem *w* mia cara amica dell’interwebz, quindi sì lo dico subito così sapete già che sono di parte, ma non vuol dire che per questo io sia meno obiettiva ù_ù
Questa storia è una di quelle che ti restano in mente per un bel po’ quelle in cui non riesci a non entrare in empatia con i personaggi che quasi sembrano uscire dalla pagina, quasi sembra che tu li abbia sempre conosciuti come un ricordo dei tempi dell’antico dio Ulnh.
Laura Schirru è una che sa scrivere, ha lo stile giusto, ha il ritmo giusto, è dannatamente prolissa (lei lo sa glielo dico sempre XD) ma non annoia mai, perché quando leggi ciò che scrive è esattamente quello che deve essere, non ti viene mai il dubbio del perché questo pezzo è scritto così perché quest’altro è messo colà, semplicemente la storia è viva e tu ci finisci in mezzo e te la vedi come se fossi al cinema.
Questo è un fantasy ma non è il solito fantasy con i maghetti e le strane razze a cui molti sono abituati, è una storia più matura, più crudele e violenta, una storia fatta di passione in cui non si può fare ameno di entrare in empatia con quella povera stella di Lara e con tutto quello che le capita, non dico altro per non fare spoiler, ma a un certo punto ho detto eccheccavolo! E mi sono arrabbiata con lei e insieme a lei, ho riconosciuto in lei la stessa rabbia e la stessa determinazione, ho vissuto con lei l’ansia e l’attesa per il tanto sospirato finale.
E non c’è niente che cambierei in questa storia per renderla diversa. Neppure quel gran bastardone di Zagart XD
Se devo cercare un difetto o un mancanza, ma è una questione puramente soggettiva, mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più del culto di Aslim Fen, la storia di questa dea e delle altre divinità, vedere un po’ più di magia, ma so già che Laura ci ha già pensato per la sua nuova saga, che spero tanto di vedere pubblicata prima o poi *_*
*llllllecca llllllllem*
Alcuni li avevo postati sul vecchio blog (ormai imploso perché io devo sempre cancellare le prove), ma tanto non se li filava nessuno. Però tenerli nell’hard disk senza una precisa collocazione mi scocciava, perché è proprio della mia mente catalogatrice non sopportare le cose in sospeso, ciò che scrivo va o postato/pubblicato o archiviato/distrutto XD
Quindi ho ripescato questi racconti, alcuni dei quali molto vecchi, risalgono al 2000. Che quando li ho scritti il 2000 mi sembrava veramente nuovo, ora invece sono già passati 12 anni. OMG sono nel futuro! Everybody panic! Oh noes DDD: *si ricompone* coff.
Dicevo ho recuperato questi racconti e ho deciso di farci due mini ebook, uno si intitola “Reduci“, raccoglie i testi che non appartengono a un genere specifico, alcuni sono romantici altri drammatici, ho scelto quel titolo perché i protagonisti dei racconti o hanno a che fare con il mondo militare o sono comunque a loro modo dei “sopravvissuti”, e c’è quasi sempre di mezzo la morte, tranne in un paio di casi in cui i racconti sono più sul leggero/spiritoso.
Il secondo ebook si intitola “Distorsioni” e ci ho messo un po’ per trovare questo titolo XD anche perché non sapevo cosa trovare in comune nei racconti che sono di genere fantastico, dalla fantascienza al fantasy, mi rendo conto che i più vecchi soprattutto non siano niente di eccezionale e anzi pure un poco ingenui, ma ci sono affezionata :3 Comunque il titolo si riferisce al fatto che le storie raccontate hanno a che fare in un modo o nell’altro con delle alterazioni della realtà oppure le azioni dei personaggi possono essere percepite come qualcosa di “storto” o “disturbante”. Lascio a chi legge libera interpretazione per non diventare noiosa a spiegare cose che magari non interessano a nessuno e sono solo spoiler non necessari xD
Ci sono all’interno anche due racconti ispirati alla saga del Fiore Eterno, uno è una specie di “preludio bonus extra” ambientato prima dell’inizio dei Custodi della Luce, l’altro è un mio dialogo con un personaggio (racconto nato per un contest sul WD) e devo avvertire che contiene parecchi spoiler su tutta la saga o,o ma ci sono affezionata e non mi andava di tenerlo nascosto c.c
Gli ebook sono scaricabili liberamente nei tre formati pdf epub e mobi sul sito ufficiale a questo link:


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